Pilates al Tribune con Valeria Ramo

 

La storia di Joseph Pilates e della creazione del suo metodo, risale agli anni tra il 1920 e 1945.

Dopo varie vicissitudini legate alle guerre mondiali, e in parallelo ad una vita dedicata allo sport, inteso come salute dell’individuo, nel 1945,  J.Pilates scrisse il suo libro di “esercizi” chiamandolo “Return to Life“, dove riassumendo l’essenza del suo metodo e dei suoi benefici, spiegò come, la concentrazione e i movimenti consapevoli possono essere mezzi di rinvigorimento del corpo e dello spirito. “

Gli allievi di Pilates divennero insegnanti del metodo e pian piano iniziarono a divulgarlo con il nome di “The Art of Contrology “, come lo chiamava J. Pilates, ossia un metodo di allenamento, finalizzato al controllo del corpo, allo stimolo consapevole della muscolatura profonda, attraverso esercizi mirati e prolungati.

Negli anni i suoi insegnamenti sono stati divulgati e alcune scuole di formazione per insegnanti hanno apportato innovazioni al metodo, integrando modificazioni agli esercizi in base alle patologie dell’allievo e all’etnia.

Da qui deduciamo che, il metodo Pilates, offre una serie di esercizi “standard” ma “modificabili” a seconda delle patologie, conformazione fisica, provenienza sportiva ed età. I cues immaginativi e i cues tattili che impartisce l’istruttore guidano l’allievo alla percezione del movimento e all’attivazione della muscolatura profonda, quella “vicina” alle nostre ossa, quella che non possiamo toccare con mano e richiede più concentrazione per essere “attivata”.

La pratica prevede una serie di esercizi di stabilizzazione e mobilizzazione al fine di riequilibrare la postura e il lavoro sinergico tra muscoli agonisti e antagonisti. Un altro aspetto fondamentale del metodo è quello di rinforzare il “core”, la parte centrale, abdominal, anche se quest’ultimo degli esercizi aspetto è soggettivo e dipendente dal punto di partenza dell’individuo. Il rinforzo dell’addome e tuttavia dipendente dalla zona lombare, dobbiamo dare infattim la stessa importanza e considerazione al tratto dorsale, meno mobile per conformazione, “organizzando” il cingolo scapolare al fine di alleviare le tensioni del tratto cervicale.

E’ importante che durante l’allenamento si dedichi una parte di esso alla “mobilità” articolare, in particolare della colonna vertebrale che deve lavorare sinergicamente e non a settori, in quanto ogni curva fisiologica è funzionale all’altra.

Integrazione e organizzazione sono altri due fondamenti del metodo. Joseph Pilates diceva sempre che il corpo è come un orchestra sinfonica, ogni parte di esso deve essere accordata come uno strumento musicale, diversamente non è “integrata”.

Possiamo dire infine che la lezione di Pilates non è una passeggiata di relax, si suda e i risultati derivano, non solo dalla tonificazione del corpo, ma anche da una nuova consapevolezza del movimento e dei movimenti del corpo.

Valeria Ramo si è laureata all’Università Yoga Vedanta di Roma. Certified Practitioner of Polestar Pilates-Education New York, USA. Certificata presso l’AIYB (Associazione Italiana Yoga per Bambini). Diplomata all’Accademia Nazionale di Danza come ballerina professionista e diploma di laurea di insegnante per professionisti, operatore Reiki.

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